{"id":1781,"date":"2024-11-14T13:41:23","date_gmt":"2024-11-14T12:41:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comune.brindisi.it\/?page_id=1781"},"modified":"2024-11-14T13:41:23","modified_gmt":"2024-11-14T12:41:23","slug":"note-storiche-sulla-citta-di-brindisi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.comune.brindisi.it\/note-storiche-sulla-citta-di-brindisi\/","title":{"rendered":"Note storiche sulla citt\u00e0 di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><strong>ETA\u2019 PREROMANA<\/strong><br \/>\nAd et\u00e0 messapica, cio\u00e8 alla fase storica che segna la partenza della cultura brindisina, fra il VII-VI e III sec. a. C., riferiamo la costruzione delle mura megalitiche di\u00a0<strong>Corte Capozziello<\/strong>e\u00a0<strong>Via Camassa<\/strong>, di certo ricostruite in et\u00e0 romana e poi dai bizantini.<\/p>\n<p><strong>ETA\u2019 ROMANA<\/strong><br \/>\nLunga ed assai ricca si rivela la dominazione romana di Brindisi, colonia latina dal 244 a.C., che va dal III sec. a. C. al V d.C. e che si consolida con la presenza delle vie Appia e Appia Traiana, che congiungono la citt\u00e0 salentina a Roma.<br \/>\nDi questo periodo restano molte e significative testimonianze nella nostra citt\u00e0.La pi\u00f9 nota, quella all\u2019interno del quartiere di\u00a0<strong>San Pietro degli Schiavoni<\/strong>, su cui \u00e8 stato costruito il Nuovo Teatro Comunale, offre uno spaccato significativo della citt\u00e0 romana, fra il I sec. A. C. e il III-IV sec. D. C.<br \/>\nAltri resti importanti testimoniano del lungo periodo di dominazione romana, quali quelli che si trovano in area antistante Porta Mesagne e riferibili ad una cisterna di raccolta idrica, meglio noti nella tradizione locale come \u201c<strong>piscine limarie<\/strong>\u201d, cio\u00e8 vasche di decantazione dell\u2019acqua, in parte intercettate dagli spagnoli durante gli interventi di ammodernamento del sistema difensivo. Ma il monumento pi\u00f9 noto \u00e8 quello delle\u00a0<strong>Colonne Romane,\u00a0<\/strong>comunemente note quali terminali della Via Appia, eretto in due fasi costruttive, il I sec. a C. e il II-III sec. D.C Una delle due colonne, di cui restano in situ il basamento ed un rocchio, croll\u00f2 nel 1528 e trasferita a Lecce il secolo successivo, mentre il capitello, un rocchio ed il pulvino di quella integra sono stati musealizzati all\u2019interno del Palazzo della ex Corte d\u2019Assise nel 2007.<br \/>\nCompletano il percorso romano i resti di una domus romana al di sotto del Palazzo GranafeiNervegna o di Palazzo Massa, i resti di un impianto pubblico con colonne e pavimenti musivi su Via Casimiro, i resti di impianti termali e di criptoportici lungo Via Santa Chiara, in corso di scavo e restauro, le fornaci di Apani e Giancola.<\/p>\n<p><strong>MEDIOEVO ED ETA\u2019 MEDIOEVALE<\/strong><br \/>\nIl periodo altomedioevale si caratterizza con un processo di depauperamento demografico ed urbanistico della Citt\u00e0 di Brindisi, distrutta nel VII sec. dai Longobardi.<br \/>\nA questo periodo si fanno risalire le tracce pi\u00f9 antiche dei pi\u00f9 tardi monumenti di\u00a0<strong>San Benedetto (allora Santa Maria Veterana)\u00a0<\/strong>e di\u00a0<strong>San Giovanni al Sepolcro.<\/strong><br \/>\nAl periodo del romanico e dei Normanni risalgono queste due chiese e la\u00a0<strong>Basilica Cattedrale<\/strong>, costruita, per volere di Papa Urbano II, fra il 1089 e il 1132. Nell\u2019attuale struttura, ricostruita dopo il terremoto del 1743, restano dell\u2019impianto originario alcuni frammenti, fra cui brani del mosaico pavimentale.<br \/>\nFra l\u2019XI e il XII secolo fu eretto il Tempio di San Giovanni al Sepolcro, ma il Tempio, gi\u00e0 dal 1128 inserito fra i beni appartenenti ai Canonici del Santo Sepolcro, \u00e8 riconosciuta quale la copia pi\u00f9 fedele dell\u2019Anastasis, l&#8217;edificio circolare ben noto ai pellegrini che visitavano il Sepolcro di Cristo a Gerusalemme.<br \/>\nAlla fine del XII secolo fu costruita dal re normanno Tancredi, forse sulle basi di una fonte romana, la\u00a0<strong>Fontana Tancredi,\u00a0<\/strong>per ricordare le nozze del figlio, Ruggiero, con la figlia dell\u2019imperatore di Costantinopoli.<br \/>\nAgli Svevi e a Federico II, che a Brindisi nel 1225 spos\u00f2 Iolanda di Brienne, si deve la costruzione del\u00a0<strong>Castello di terra,\u00a0<\/strong>con materiali provenienti dall\u2019anfiteatro romano e sulle basi di una struttura fortificata normanna, poi ampliato da Angioini e Aragonesi.<br \/>\nLa citt\u00e0 conosce in quel periodo notevoli processi di ampliamento e trasformazione, andando ad assorbire le alture su cui sorgono le\u00a0<strong>Chiese di Santa Lucia (o della SS. Trinit\u00e0)\u00a0<\/strong>e del\u00a0<strong>Cristo dei Domenicani.<\/strong><br \/>\nA Carlo e a Roberto d\u2019Angi\u00f2 si deve la costruzione, gi\u00e0 ultimata nel 1322, della\u00a0<strong>Chiesa di San Paolo<\/strong>.<br \/>\nLe linee e il linguaggio romanico caratterizzano la coeva\u00a0<strong>Chiesa di Santa Maria del Casale<\/strong>, con protiro e facciata di tipo bicromo, quasi interamente ricoperta al suo interno da affreschi, fra i quali il Giudizio Universale di Rinaldo da Taranto.<br \/>\nTrecentesco \u00e8 anche il\u00a0<strong>Palazzo dell\u2019Episcopio<\/strong>, su Via Guerrieri, con un torrione con bifore e monofore e pitture successive del Vecchio e Nuovo Testamento.<br \/>\nAgli inizi dello stesso secolo datiamo la\u00a0<strong>Loggia Balsamo,\u00a0<\/strong>parte di un edificio di certo pi\u00f9 ampio che andava a coprire l\u2019isolato fra Piazza Duomo e Via Montenegro, identificato come la sede della zecca angioina, con archi ad ogiva.<br \/>\nSulla stessa piazza si affacciano i resti di un edificio coevo, con arcate ogivali e bicrome di una loggia della famiglia Cateniano, pi\u00f9 nota come\u00a0<strong>Portico dei Cavalieri Templari<\/strong>.<br \/>\nDopo il 1480 e la presa di Otranto, anche Brindisi conobbe profonde trasformazioni per ci\u00f2 che riguarda l\u2019architettura militare e il sistema strategico difensivo.<br \/>\nIn et\u00e0 aragonese si ricostru\u00ec, anche utilizzando strutture romane e sveve, una nuova cinta muraria, che gli spagnoli completeranno sino al XVIII secolo. Sono tuttora visibili cortine, bastioni e porte di questo sistema la cui costruzione ebbe inizio nel XVI secolo. La pi\u00f9 antica fra queste \u00e8\u00a0<strong>Porta Mesagne,\u00a0<\/strong>cos\u00ec come<strong>Porta di Lecce.<\/strong><br \/>\nCompleta il percorso del sistema strategico difensivo il\u00a0<strong>Bastione di San Giacomo.<\/strong><br \/>\nIl Bastione\u00a0 non pu\u00f2 essere considerato come un\u2019 opera costruita nel XVI secolo, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 raffigurato nella pianta del Pacichelli che rende l\u2019immagine della Brindisi della seconda met\u00e0 del \u2018400.<br \/>\nAd Alfonso d\u2019Aragona si deve la costruzione, sull\u2019Isola di Sant\u2019Andrea e dove erano strutture fortificate precedenti e un complesso religioso intitolato appunto a questo santo, del\u00a0<strong>Castello Aragonese o Alfonsino.<\/strong><br \/>\nDetto anche rosso per il colore del carparo con cui \u00e8 costruito, il castello si sviluppa su pi\u00f9 livelli, con ampie sale, torri quadrate, cilindriche ed una poligonale, attorno ad una darsena. Affianco, fra la fine del XVI secolo e gli inizi del secolo successivo, fu costruito il Forte a forma trapezoidale ed un ampio portale, a lato della cappella, con stemmi posti superiormente.<\/p>\n<p>E<strong>TA\u2019 RINASCIMENTALE<\/strong><br \/>\nFra et\u00e0 rinascimentale e XVI secolo si realizzarono alcuni dei pi\u00f9 importanti esempi della architettura civile maggiore brindisina, a partire da\u00a0<strong>Palazzo Crudomonte,\u00a0<\/strong>lungo la via omonima, quasi interamente ricostruito nello scorso secolo.<br \/>\nIl complesso noto come\u00a0<strong>Palazzo Nervegna<\/strong>\u00a0fu costruito attorno al 1565 dalla famiglia Granafei, dalla quale nel settecento prendeva il nome quale \u201cStrada delliGranafei\u201d la via antistante, poi venduto nell\u2019ottocento ai fratelli Luigi e Giuseppe Nervegna ed infine, nel 1930, rilevato dal Comune di Brindisi.<br \/>\nNel palazzosi fondono elementi rinascimentali e soluzioni che precedono il barocco, come le ringhiere in balaustri di pietra dei balconi, ed elementi della cultura locale come le mensole dei balconi stessi.<br \/>\nA palazzo GranafeiNervegna accostiamo per stile e epoca di costruzione\u00a0<strong>Palazzo Lacolina o Ripa,\u00a0<\/strong>lungo la storica Via Lata.<\/p>\n<p><strong>ETA\u2019 BAROCCA<\/strong><br \/>\nDel XVII secolo \u00e8\u00a0<strong>Palazzo Montenegro<\/strong>. Del 1720 \u00e8 la costruzione del\u00a0<strong>Palazzo del Seminario,\u00a0<\/strong>su disegno dell\u2019architetto Mauro Manieri, decorato nell\u2019ordine superiore dalla facciata da otto statue raffiguranti la matematica, l\u2019oratoria, la teologia, l\u2019etica, la filosofia, la giurisprudenza, la poetica, l\u2019armonia. A seguito del terremoto del 1743, anche questo edificio, come la Cattedrale e il Campanile, sub\u00ec notevoli danni e Manieri intervenne nel suo restauro come nel ridisegno della scena urbana antistante.<br \/>\nL\u2019esigenza di ricostruzione imposta da questo terremoto come gli effetti del Concilio di Trento imposero una evoluzione ed una ristrutturazione dei linguaggi stilistici e tipologici in seno alla architettura religiosa.<br \/>\nLe memorie storiche riportano come nel 1572 fosse stato l\u2019arcivescovo Bernardino de Figueroa (1571-1589) a volere l\u2019edificazione della\u00a0<strong>Chiesa e dell\u2019attiguo Convento di Santa Chiara,\u00a0<\/strong>in cui le cappuccine dimorarono fino al 1619, quando la maggior parte di loro fu trasferita nella nuova costruzione voluta da S. Lorenzo da Brindisi.<br \/>\nGi\u00e0 agli inizi del XVII secolo, per volere di Giulio Cesare Russo (San Lorenzo), fu eretta la\u00a0<strong>Chiesa di Santa Maria degli Angeli,\u00a0<\/strong>assieme all\u2019attiguo Convento, abbattuto nel 1910 per la costruzione di un edificio scolastico.<br \/>\nAltro esempio di architettura ecclesiale barocca \u00e8 la\u00a0<strong>Chiesa di Santa Teresa,\u00a0<\/strong>con l\u2019attiguo Convento oggi adibito a sede dell\u2019Archivio di Stato.<br \/>\nIl<strong>\u00a0Complesso conventuale delle Scuole Pie,\u00a0<\/strong>all\u2019interno del quartiere degli Schiavoni, appartenne originariamente ad una comunit\u00e0 di Padri Celestini e nel 1659 fu acquistato da Francesco de Estrada (arcivescovo di Brindisi) per consentire all\u2019interno dell\u2019edificio l\u2019insediamento degli Scolopi.<br \/>\nIl Convento fu abbandonato dai Padri per il Regio Decreto del 13 Febbraio 1807 e, nel 1873, divenne di propriet\u00e0 dell\u2019Amministrazione Comunale di Brindisi.<\/p>\n<p><strong>ETA\u2019 MODERNA E ETA\u2019 CONTEMPORANEA<\/strong><br \/>\nAl periodo fra ottocento e primi decenni del secolo XX riferiamo soprattutto ville e palazzine di stile liberty (quali Lisco o Casamassima lungo il Corso Roma).<br \/>\nNel ventennio fascista si registra un impegno pi\u00f9 consistente da parte di una committenza pubblica a favore di interventi di progettazioni architettoniche di grande rilievo e consistenza.<br \/>\nNel 1933 fu inaugurato il\u00a0<strong>Monumento al Marinaio d\u2019Italia,\u00a0<\/strong>lungo il Seno di Ponente, frutto di un concorso nazionale indetto dalla Lega Navale e sostenuto da personalit\u00e0 fra cui Tito Schipa.<br \/>\nAllo stesso periodo si riferiscono il Palazzo della Provincia e la ristrutturazione sul fronte del porto della Scalinata Virgiliana e della\u00a0<strong>Palazzina del Belvedere\u00a0<\/strong>che attualmente ospita la\u00a0<strong>Collezione Archeologica Faldetta<\/strong>.<br \/>\nLa scena urbana del novecento a Brindisi, in particolare all\u2019interno del centro di pi\u00f9 antica origine o degli ambiti portuali, si arricchisce, infine, di presenze scultoree: dal\u00a0<strong>Monumento ai caduti\u00a0<\/strong>di Edgardo Simone, che trova la sua definitiva collocazione in Piazza Santa Teresa, al\u00a0<strong>Monumento a Virgilio<\/strong>, di Floriano Bodini all\u2019interno dei giardinetti di Piazza Vittorio Emanuele II e al\u00a0<strong>Monumento ad Aldo Moro e agli uomini della sua scorta<\/strong>, di Marcello Avenali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ETA\u2019 PREROMANA Ad et\u00e0 messapica, cio\u00e8 alla fase storica che segna la partenza della cultura brindisina, fra il VII-VI e III sec. a. 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