Descrizione
La scuola di musica Music Planet presenta “Icon”, settimo appuntamento della rassegna “Verdi in Rock”, in programma al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi mercoledì 6 maggio con inizio alle ore 20.30. Biglietti disponibili al prezzo unico di 10 euro, online su rebrand.ly/IconStory e al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 17.30-19.30; il giorno dello spettacolo ore 11-13 e 19-20.30. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
“Icon” è un viaggio nella musica che ha fatto la storia, uno spettacolo pensato per attraversare epoche, stili e generazioni attraverso pezzi diventati simbolo di immaginari diversi. Sul palco salirà una big band composta da allievi e insegnanti di Music Planet, per due ore di musica dal vivo in cui formazione, esperienza e passione si incontrano in un progetto condiviso. Arrangiamenti, cambi di voce e incastri strumentali daranno alle canzoni un taglio nuovo, costruito sul gruppo e non sulla semplice imitazione degli originali. Il concerto nasce come omaggio agli artisti e alle canzoni che hanno lasciato un segno profondo nella cultura pop e rock, dagli anni Settanta a oggi. In scaletta una rilettura viva, pensata per trasformare ogni brano in un’occasione di racconto: il suono di un’epoca, la forza di una scrittura, l’identità di un artista. Allo stesso tempo, “Icon” porta sul palco il lavoro quotidiano di una scuola in cui tecnica, ascolto e disciplina dialogano con il desiderio di condividere la musica, dando spazio al talento degli allievi e all’esperienza dei docenti.
A guidare il progetto saranno infatti i docenti di Music Planet: Tore Nobile, batteria e responsabile della scuola; Michele De Giacomo, pianoforte e canto; Simone Panzera, pianoforte; Andrea Panzera, batteria; Francesco Castrignano, batteria; Antonio Cantante, chitarra e basso; Noemi Castagnanova, voce.
Il programma disegna una mappa ampia del rock e del pop internazionale e italiano. Si parte dalle atmosfere di “Losing My Religion” dei R.E.M., pezzo che ha portato il rock alternativo al grande pubblico con una scrittura essenziale e subito riconoscibile, per poi entrare nella sensibilità new wave di “Boys Don’t Cry” dei Cure, in cui fragilità e ritmo convivono con naturalezza. Con “Don’t Look Back in Anger” degli Oasis il concerto apre alla dimensione corale del britpop, fatta di melodie larghe e refrain da cantare insieme, mentre “Because the Night”, resa celebre da Patti Smith, porta in scena una tensione rock più fisica, diretta, costruita su energia e interpretazione.
Il percorso prosegue con “Have You Ever Seen the Rain” dei Creedence Clearwater Revival, classico del rock americano capace di unire semplicità e malinconia. Da lì si passa alla forza scenica dei Queen con “Radio Ga Ga”, brano che trasforma il rapporto tra musica, radio e pubblico in un gesto collettivo, e alla sospensione emotiva di “With or Without You” degli U2, in cui voce e basso costruiscono una dichiarazione del rock contemporaneo. “Iris” dei Goo Goo Dolls aggiunge il lato più cinematografico della ballad rock anni Novanta, mentre “What’s Up” dei 4 Non Blondes porta a teatro una domanda generazionale diventata canto liberatorio.
Con “Time Is Running Out” dei Muse il concerto entra in una dimensione più contemporanea, fatta di suono e potenza elettrica. “Message in a Bottle” dei Police richiama invece l’eleganza di una band capace di fondere rock, reggae e pop con una scrittura precisa e inconfondibile. Lo sguardo si sposta poi sulla musica italiana con “Il tempo di morire” di Lucio Battisti, canzone che conserva ancora oggi una forza narrativa essenziale, fatta di desiderio, urgenza e identità. “Beggin’”, nella versione dei Måneskin, segna il ponte tra storia e presente, riportando un classico internazionale dentro un linguaggio rock attuale.
La parte finale attraversa altri territori sonori: “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode porta l’elettronica d’autore dentro una forma pop elegante e profonda; “You’re So Vain” di Carly Simon restituisce il gusto sofisticato del cantautorato pop-rock degli anni Settanta; “NeverEnding Story” chiude idealmente il cerchio con una pagina di immaginario anni Ottanta, leggera e potente insieme, capace di parlare ancora a chi quella stagione l’ha vissuta e a chi l’ha scoperta dopo.
“Icon” è un racconto musicale costruito da chi la musica la insegna, la studia e la vive ogni giorno. Nel foyer del Nuovo Teatro Verdi, Music Planet porta una comunità di musicisti che rivisita la storia pop e rock con energia e personalità. Un appuntamento pensato per cantare, ascoltare, riconoscersi e scoprire quanto certe canzoni continuino a parlare ancora oggi.
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Fondazione "Nuovo Teatro Verdi"
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