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“Non lo dico io: è il responsabile dello sportello della sezione degli investimenti di Invitalia, che ci sollecita a cambiare la narrazione di questa città, che non è una città in declino, ma è una realtà che ha un territorio con la più grande zona industriale esistente in Puglia, sia per dimensioni, sia per articolazione della produzione, sia per infrastrutturazione. Tutto questo fa diventare Brindisi un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale e non vorrei che fosse trascurata un’ulteriore caratteristica di questa zona industriale: la presenza già attiva delle grandi aziende che in qualche maniera induce tutti gli investitori a dire: se ci sono quelli, evidentemente lì si può andare”. Puntuale su ogni argomento, il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha fornito il quadro preciso di come il Capoluogo guardi al futuro, “navigandolo”, come voleva il titolo programmatico della candidatura di Brindisi a Capitale della cultura 2027, e che va in ogni caso a trovare concretezza.
Intervistato nel corso di “TeleNorba 50”, l’evento che ha preso avvio proprio da Brindisi nella serata di sabato 9 maggio 2026, il sindaco Marchionna ha considerato tutti gli aspetti di una “realtà complessa”, partendo dalle vicende del Petrolchimico e della Centrale Enel per dire che “il tempo del cambiamento è arrivato”. “Siamo in una fase di transizione industriale, nella quale l'industria non viene cancellata – ha detto testualmente Marchionna -, ma viene letteralmente reinterpretata e, con tutto questo tipo d’impegno, riusciamo a ridefinire la Città sia materialmente, sia immaterialmente, agendo all'insegna di un elemento fondamentale, che noi assumiamo come valore fondante e che consideriamo economia della conoscenza”.
Il sindaco Marchionna ha ripercorso tutti gli argomenti in agenda, dalle prospettive turistiche all’imminente avvio degli investimenti sul fronte delle batterie di accumulo e della scissione elettrolitica, alle 61 richieste di insediamento di aziende per produrre energia da fonti alternative ed ha spiegato: “Quello che voglio sottolineare è che un mese fa c’è stato il nostro incontro con l’Università di Lecce, al quale erano state convocate tutte le grandi aziende del territorio: nessuna azienda ha voluto mancare l’appuntamento, perché dopo il territorio che con le amministrazioni fornisce locali e servizi c’è l’università che definisce dei percorsi formativi, che garantiscano nuovi sbocchi concreti”. “L’obiettivo è, alla fine – ha spiegato Marchionna -, che un giovane qui deve studiare avendo se non la certezza, la ragionevole speranza che egli possa lavorare qui e questo, secondo me, oggi è un obiettivo praticabile nel medio termine dei tre-cinque anni”.
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