Descrizione
Non immaginavo di provocare una tempesta in un bicchiere d’acqua, semplicemente svolgendo alcune riflessioni sul programma dell’Estate Brindisina.
Premesso che non ho mai pronunciato la frase “ai turisti facciamo vedere i monumenti”, che la cronista ha voluto anche virgolettare, ho solo cercato di fare presente i limiti e le capacità della Città che ancora per quest’anno non dispone di contenitori che consentano una programmazione di un cartellone di grande richiamo. Non disponiamo del Piazzale Lenio Flacco, interessato ai lavori del Water Front, non possiamo utilizzare lo Stadio Comunale dove si terranno i Giochi del Mediterraneo e non sono ancora terminati i lavori di completamento del Capannone Montecatini.
In questo quadro, ho semplicemente illustrato la logica delle scelte effettuate che è consistita nel coinvolgere tutti i quartieri della Città e garantire spettacoli per ogni fascia d’età e ogni sensibilità culturale. Tutto questo con le esigue disponibilità finanziarie del Comune, visto che al momento non disponiamo dei contenitori nei quali organizzare spettacoli a pagamento seppur agevolato come alcuni altri comuni.
Devo dire che il dibattito che ne è scaturito mi appare surreale. Passi per gli oppositori di vecchia data che si aggrappano a ogni vicenda per sottolineare una presunta inadeguatezza amministrativa (Sic! Da quale pulpito…); comprendiamo finanche i moventi dei neo oppositori in crisi di astinenza da potere; mettiamo pure in conto la proverbiale e scomposta reazione di qualche decina di leoni da tastiera che hanno abbracciato la loro missione sin dal giorno della sconfitta del loro schieramento di riferimento, ma da qui a scatenare l’inferno ce ne passa.
La cosa veramente singolare è che tutti si affannano a disquisire di città turistica, capacità attrattiva, marketing territoriale, trascurando da un lato gli attuali e oggettivi limiti ricettivi della Città e dall’altro ignorando che ogni evento organizzato sta riscuotendo un clamoroso successo di pubblico, testimoniato dalle foto scattate per ogni evento.
L’unica voce che ha saltato tutte le elucubrazioni politiche, andando direttamente al nocciolo della questione, è stata quella di Giuseppe Ninno, in arte Mandrake. Con lui dobbiamo scusarci per non averlo mai interpellato, un po’ perché lo sappiamo molto impegnato, un po’ perché ci è apparso fuori dalla nostra portata. Forse questa è l’occasione per porre rimedio a questa grave mancanza invitandolo – appena gli sarà possibile – a Palazzo di Città. La sua esperienza in corso e le sue conoscenze potrebbero sicuramente aiutarci.
Sarei davvero felice di incontrarlo in qualità di Sindaco della Città, ma anche come vecchio compagno di scuola di suo padre prematuramente scomparso.
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