Descrizione
Avendo conoscenza complessiva della documentazione, sento la necessità di intervenire in merito ad alcune questioni, che riguardano i lavori riguardanti il recupero e la rifunzionalizzazione dei capannoni Ex SACA e gli interventi nell’Area del Parco Urbano del Cillarese. Fugo subito ogni dubbio sul fatto che un’interpretazione intelligente e condivisa con gli uffici dell’Autorità di Bacino ha permesso al Comune di Brindisi di rispettare il vincolo idrogeologico con la costruzione di un muro, molto meno impattante della costruzione di un rilevato arginale invasivo e dirompente rispetto allo stato dei luoghi del Parco Urbano esistente.
In tempi di eventi meteorologici estremi e di profondi cambiamenti climatici, la sicurezza delle persone è condizione necessaria e dirimente circa il prosieguo di qualsiasi altro intervento, tanto che la necessità della sopraelevazione dell’argine diventa punto di inizio, dal quale partire per le successive valutazioni, che devono riguardare l’intervento nel suo complesso.
Nel loro insieme, infatti, le peculiarità strategiche del Parco Tematico consistono nell’avere progettato una “Rigenerazione Urbana” con alto grado di sostenibilità economica, sociale, ambientale, culturale così come richiesto dal Bando delle Periferie (D.P.C.M. del 25.05.2016). Considerati, poi, gli interventi propedeutici già realizzati (strada carrabile, ciclabile, pedonale dei Pittachi, sistema del verde tipicamente mediterraneo del Parco Cillarese) il fine strategico, che si vuole conseguire con il completamento dei lavori previsti, è quello di trasformare i capannoni industriali dismessi, abbandonati in una grande area utilizzata come una discarica a cielo aperto, in uno dei luoghi più significativi della città. Un luogo che, oltre a rimuovere alcune vistose criticità dei quartieri limitrofi (carenza di verde pubblico, isolamento sociale, carenza di servizi civili e sociali), si pone come polo catalizzatore di un insieme di attività al servizio dei quartieri limitrofi, della città intera, con riflessi di rilevanza regionale, nazionale e internazionale. Non va mai dimenticato, infatti, che il sistema del verde del Parco Urbano Cillarese non è fine a sé stesso, ma è l’ossatura strutturale necessaria per realizzare al suo interno il Parco Tematico della Dieta Mediterranea. Obiettivo strategico è quello di fare conoscere e divulgare gli effetti positivi di antiche e attualissime pratiche alimentari arrivate a Brindisi attraverso le prime rotte del Mediterraneo e diventate Patrimonio Unesco nel 2012, poiché riconosciute dal mondo scientifico per la loro incisività contro le malattie cardiovascolari e l’obesità soprattutto infantile, benché trascurate o poco conosciute in ambito sociale e familiare.
Il capannone recuperato nel suo progetto originario, che comprende complessivamente una superficie coperta di 4650.00 mq distribuita su due piani, è strutturato con spazi e attività, che sono in grado di concretizzare obiettivi e ragioni alla base del progetto. Nel loro insieme, si tratta di ambienti polifunzionali organizzati per attività formative-educative (conoscenza e valorizzazione della Dieta Mediterranea), laboratori e workshop strutturati per l’organizzazione di scambi culturali tra regioni e paesi transfrontalieri, percorsi formativi di educazione alimentare per alunni e insegnanti, tramite protocolli d’intesa con il Provveditorato agli studi, spazi attrezzati per attività di start-up e imprenditorialità giovanile mirati alla valorizzazione della filiera agroalimentare salentina e regionale.
Un Parco Tematico, dunque, può essere in grado di spronare la comunità - dal singolo cittadino all’intera famiglia -, che si relaziona e si confronta su questioni, che riguardano direttamente la qualità della vita e il futuro, tanto da determinare una cittadinanza consapevole e responsabile.
Al destino di questo capannone si lega l’altro, finalizzato ad ospitare il nuovo polo per le problematiche relative alle condizioni dello spettro autistico.
Il Parco Tematico, sul piano storico-urbanistico-culturale ha dunque una specificità identitaria, che rappresenta il filo conduttore tra passato e presente: se lo stabilimento ex-Saca ha rappresentato per Brindisi il passaggio epocale da città agricola e contadina a città industriale, il riuso dei capannoni intende raccontare il passaggio della città, che sta vivendo la nuova industrializzazione, all’era della cultura e del “nuovo umanesimo industriale”, con l’obiettivo primario di trasformare la conoscenza e la tecnologia in crescita economica, sociale e ambientale.
Il cibo, la salute, il patrimonio industriale dismesso, abbandonato e ridotto a discarica pubblica, recuperati attraverso una rigenerazione urbana sostenibile, si trasformano in motore di significative trasformazioni per la città e per la comunità internazionale.
Arch. Antonio Bruno
Progettista
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