Brindisi al centro del confronto internazionale di Utopian Hours sul futuro delle città medie

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Brindisi protagonista della decima edizione di Utopian Hours, il festival internazionale dedicato al futuro delle città e all'innovazione urbana, in corso a Torino.

Data pubblicazione:

17 Ottobre 2026

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Presso il Dorado Urban Innovation & Community Hub si svolge in queste ore il tavolo di lavoro dedicato alla città di Brindisi, che vede confrontarsi 50 esperti di tematiche urbane provenienti dal settore pubblico e privato, chiamati a riflettere sulle strategie per valorizzare il potenziale delle città intermedie, di cui Brindisi, con la complessa transizione che sta attraversando, rappresenta un caso emblematico.

Andare oltre la retorica della vita lenta, spesso associata alle città di medie dimensioni, è la prima provocazione lanciata ai partecipanti: quali sono i reali fattori competitivi su cui investire per rendere queste città più dinamiche, attrattive e capaci di generare opportunità?

Da questa domanda prende avvio un confronto articolato intorno a quattro grandi questioni: il superamento delle narrazioni tradizionali sulle città intermedie; la capacità di attrarre competenze, persone e capitali attraverso collegamenti, investimenti, servizi e cultura; le esperienze e le strategie che hanno contribuito a riposizionare altre realtà urbane; la definizione di politiche innovative capaci di restituire centralità alle città medie nei processi di sviluppo.

Un confronto che assume un significato particolare per Brindisi, impegnata in una trasformazione che investe contemporaneamente il sistema industriale, l'economia, l'ambiente e gli equilibri sociali, ma che può rappresentare anche l'occasione per ripensare il proprio modello di sviluppo e rafforzare il posizionamento della città.

Il sindaco Giuseppe Marchionna, intervenuto ai lavori, ha rappresentato la visione strategica di Brindisi e le prospettive di una città che intende affrontare la transizione non come una fase da attraversare passivamente, ma come un processo da orientare attraverso scelte, investimenti e nuove alleanze.

«Siamo una città che sta vivendo una trasformazione profonda e che proprio per questo ha l'opportunità, e la responsabilità, di ripensare il proprio futuro – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Marchionna –. Brindisi ha costruito una parte importante della propria identità economica intorno alla grande industria e all'energia. Oggi siamo chiamati a costruire nuove prospettive, senza disperdere il patrimonio di infrastrutture, competenze e capacità produttive di cui disponiamo. La transizione deve diventare cambiamento reale, tradursi in nuove opportunità di lavoro, investimenti, servizi e qualità urbana. Non basta raccontare che nelle città medie si vive meglio: dobbiamo creare le condizioni perché le persone, soprattutto i giovani, possano scegliere di viverci, lavorare, investire e costruire qui il proprio futuro. È in questa direzione che stiamo lavorando con le università pugliesi e le grandi imprese presenti sul territorio, con l'ambizione di fare di Brindisi non soltanto una sede universitaria, ma un polo di formazione, ricerca e sviluppo delle competenze, capace di accompagnare la trasformazione del sistema produttivo. Vogliamo costruire un'offerta formativa strettamente connessa alle vocazioni del territorio e alle nuove esigenze del mercato del lavoro, investendo anche nella riqualificazione e nell'aggiornamento delle competenze dei lavoratori, affinché la transizione non produca nuove marginalità, ma apra concrete prospettive occupazionali. La vera sfida è mettere in relazione formazione, imprese e innovazione, trattenere i talenti e attrarne di nuovi, facendo della presenza di grandi realtà industriali e delle infrastrutture strategiche della città un motore di sviluppo diffuso. Per riuscirci abbiamo bisogno di connessioni, servizi di qualità, opportunità culturali e di un ambiente urbano dinamico, capace di attrarre persone e investimenti. Non vogliamo che Brindisi sia soltanto una città in cui si vive bene, ma una città in cui valga la pena scegliere di costruire il proprio futuro. È su questa capacità di trasformare le potenzialità in opportunità concrete che vogliamo misurarci».

La partecipazione di Brindisi a questo laboratorio internazionale conferma la volontà di collocare la città all'interno di un dibattito più ampio sul futuro dei territori, facendo della propria esperienza di transizione un punto di partenza per immaginare nuovi modelli di sviluppo.

Non soltanto una città chiamata a cambiare, ma una città che può contribuire a ripensare il ruolo delle realtà intermedie nel futuro del Paese.

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