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Così il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha concluso il suo intervento al talk promosso nell’ambito delle iniziative di “è Brindisi”, mostra allestita a Palazzo Nervegna da “La Gazzetta del Mezzogiorno” e visitabile fino a lunedì 8 giugno prossimo.
Assieme al prof. Antonio Ficarella, Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione di Unisalento, e alla prof.ssa Manuela De Giorgi, delegata della Rettrice alla proiezione internazionale, il sindaco si è confrontato sulle prospettive di sviluppo di Brindisi.
Ricordando, in esordio, come siano profondamente cambiati ruolo e visione e attività del Nuovo Teatro Verdi, ha ricordato - con riferimento anche alla presentazione del quaderno “Brindisi Navigare il Futuro” domani al Salone Internazionale del Libro di Torino – come si sia cercato di “declinare la visione a medio termine di questa città su due grandi direttrici. Da un lato – ha detto - l’abbandono delle fonti fossile, con la conseguente entrata in crisi del meccanismo produttivo fondato sulla grande industria petrolchimica ed elettrica, energetica a carbone, per abbraciare l’industria delle energie rinnovabili, che qui non sono soltanto un elemento sostitutivo, anche se estremamente importante anche dal punto di vista occupazionale, ma un elemento di innovazione tecnologica”. “Dall’altro lato – ha aggiunto - le transizioni ambientale, energetica e digitale consentono di cambiare la visione della città, anche da un punto di vista economico, perché Brindisi incassa le cosiddette compensazioni territoriali, con le quali stiamo avviando un’operazione di rigenerazione e di riqualificazione urbana molto significativa: la riconnessione con le periferie, per troppi decenni abbandonate a sé stesse, con il centro storico, punta di diamante la nostra relata cittadina”.
Il sindaco Marchionna, tuttavia, nel suo intervento è andato oltre ampliando il discorso della rigenerazione “materiale” di Brindisi a quella culturale: “immateriale”. “Attraverso i meccanismi che esistono da molto tempo – ha spiegato -, cito le ‘Case di quartiere’ rispondiamo a ciò che il ministro Piantedosi chiede quando parla di misure di prevenzione alla illegalità, perché la proposta repressiva tocca agli organi dello Stato, ma in prima battuta sono le comunità che devono fare questi percorsi e quella delle Case di quartiere è, anche ottimamente finanziata, un’operazione che prevede dieci, io li definisco così, presidi di democrazia partecipata e di cittadinanza attiva, dislocati in tutti i quartieri della città. Si attivano così procedure di contrasto alla povertà educativa, di contrasto alla dispersione scolastica, percorsi di riorientamento allo spirito comunitario, che considero ‘cittadinanza responsabile’ e che ha in sé elementi che dicono ‘no al vandalismo’, ‘no al bullismo e al cyberbullsimo’, ‘no al chiusura all’integrazione degli immigrati’, perché se noi riusciamo in questa operazioni, saremo in grado di garantire alle nuove generazioni un modello di riferimento più significativo e più percorribile. Per fare questo – ha concluso Marchionna - abbiano stabilito una serie di alleanze, con le università, con gli istituti comprensivi, ma anche con gli istituti superiori, in modo che tutti i giovani vengano regolarmente coinvolti in tutte le attività”.
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